martedì 24 maggio 2011

Dinamometri per Gru - manutenzione e verifiche

DINAMOMETRI PER GRU - MANUTENZIONE E VERIFICHE
Il dinamometro per gru e carroponte elettronico e tutti gli accessori di sollevamento devono essere regolarmente sottoposti a manutenzione.
Affinchè non si verifichino incidenti o danni è necessario che la manutenzione avvenga secondo le istruzioni del
costruttore. La manutenzione deve essere eseguita solo ed esclusivamente da persone che hanno acquisito le
necessarie conoscenze tecniche. Per garantire un funzionamento in condizioni di sicurezza attenersi alle seguenti istruzioni:
- eseguire costantemente i regolari interventi di manutenzione e pulizia.
- affidare l’esecuzione di operazioni manutenzione e riparazione unicamente a personale specializzato e autorizzato
- utilizzare solo pezzi di ricambio originali.
- nel caso in cui ci sia una non conformità con la lista di controllo di sicurezza,non utilizzare il dinamometro elettronico.
- qualsiasi operazione di manutenzione, riparazione o pulizia deve essere eseguita con il dinamometro elettronico spento.
Controllo giornaliero
Ogni volta che l’operatore inizia un nuovo turno di lavoro con il dinamometro elettronico deve:
- verificare la presenza di tutte le parti che compongono il sistema.
- eseguire un controllo visivo generale dell’intero sistema.
- controllare l’integrità e l’efficienza di tutte le parti che compongono il sistema come la levetta di sicurezza dei ganci, dadi di bloccaggio avvitati con la copiglia, grilli ecc.

Manutenzione regolare
La manutenzione deve essere eseguita solo ed esclusivamente da persone che hanno acquisito le necessarie conoscenze tecniche e che quindi sono specializzate ed addestrate a tale scopo.

Ogni 3 mesi o comunque dopo 12.500 pesate
- Controllare tutte le dimensioni delle parti che compongono il sistema;
- Controllare il grado di usura della maniglia o dell’occhiello, verificando ad esempio la presenza di eventuali deformazioni plastiche, danni meccanici (irregolarità), crepe, corrosioni, danni alle parti filettate e torsioni;
- Controllare la tenuta del coprigiunto sul gancio, la presenza di difetti ed accertarsi del regolare funzionamento;
- Accertarsi che la copiglia e i dadi dei grilli siano ben saldi;
- Nel caso venissero rilevate altre irregolarità metrologiche e meccaniche, far riparare il dinamometro elettronico da personale esperto
Non eseguire per nessun motivo le riparazioni autonomamente.
In caso di non conformità mettere immediatamente fuori servizio il dinamometro elettronico.
Tutte le operazioni di riparazione ed i pezzi utilizzati devono essere registrati e archiviati nell’apposito registro di manutenzione del prodotto.

Ogni 12 mesi o comunque dopo 50.000 pesate
Fare eseguire a personale specializzato la manutenzione straordinaria del prodotto. E’ fondamentale che tutte le operazioni di manutenzione, riparazione ed i pezzi utilizzati siano registrati e archiviati nell’apposito registro di manutenzione del prodotto.

Forma e struttura del grillo:


I grilli devono essere esaminati periodicamente da una persona competente. L'intervallo tra le varie ispezioni dipende dal
grado di utilizzo dello strumento ma tuttavia è consigliato non superare i sei mesi.
Pertanto occorre:
- ispezionare sempre il grillo prima dell'utilizzo;
- effettuare periodicamente un esame visivo alla ricerca di intagli, cricche, zone usurate o danneggiate, filetti danneggiati su perno e corpo; se necessario effettuare un esame magnetico od un controllo non distruttivo;
- mantenere schedato l'accessorio e tenere traccia delle ispezioni effettuate;
- i grilli che non dovessero soddisfare pienamente od in parte i requisiti devono essere ritirati dal servizio;

Forma e struttura del gancio:


Il gancio ad occhio deve essere esaminato periodicamente da una persona competente. L'intervallo tra le varie ispezioni
dipende dal grado di utilizzo dello strumento ma tuttavia è consigliato non superare i sei mesi.
Pertanto occorre:
- ispezione visiva (mensile): pulire a freddo e verificare la presenza di zone logorate, intagli, cricche. Per i ganci a
forcella verificare che il perno non sia usurato o deformato e che scorra nella sua sede. La sicurezza non deve essere
deformata. La molla di richiamo deve posizionare correttamente la sicurezza sul becco del gancio. Per ganci
autobloccanti verificare che il sistema di blocco funzioni correttamente ed assicuri la chiusura della sicurezza, che in
tale condizione deve appoggiare su piano del gancio senza lasciare spazi liberi e non deve oscillare in senso laterale
- ispezione dimensionale (trimestrale): prestare particolare attenzione a:
· imbocco: non deve essere superiore al 10% della dimensione nominale.
· parti logorate: in corrispondenza della zona di appoggio delle brache e della sezione di massima sollecitazione
le parti logorate non devono essere inferiore al 95% rispetto le loro dimensioni originali (vedere figura seguente).
Le marcature devono essere leggibili.
· disassamenti: rispetto al piano di simmetria.
· perni: il diametro non deve essere inferiore al 10% del valore nominale.
· occhio: la riduzione di sezione in senso perpendicolare non deve essere superiore al 10% rispetto il diametro
nominale.
I ganci che non dovessero superare i controlli previsti devono essere ritirati dal servizio e sostituiti.

Pulizia
Se il dinamometro elettronico viene utilizzato spesso in luoghi diversi, specialmente in atmosfere con presenza di polveri
ed umidità, è necessario sottoporre la macchina a regolari interventi di pulizia.
Pulire la tastiera del dinamometro elettronico con un panno morbido inumidito con un detersivo o formulato detergente
delicato tipo pulivetro.

mercoledì 18 maggio 2011

Utilizzo e taratura dei pesi di calibrazione

Massa e valore convenzionale delle pesate nell'aria
Due campioni aventi la stessa massa m si equilibrano nel vuoto (ρa= 0). In aria appaiono differenti della quantità
ρa * (V1 - V2), dove ρa è la densità dell'aria al momento della pesata e Vi, V2 sono i volumi dei due campioni. Allo scopo di ovviare a questa indesiderabile circostanza, sono state definite condizioni di riferimento più prossime alle condizioni operative usuali di quanto non sia il vuoto, introducendo il cosiddetto "valore convenzionale delle pesate nell'aria", o brevemente "valore convenzionale". Campioni aventi lo stesso valore convenzionale mc, si equilibrano, alla temperatura scelta convenzionalmente pari a 20°C, nell'aria avente densità scelta convenzionalmente pari a 1,2kg/m3, ed in particolare equilibrano un campione avente massa mc e densità scelta convenzionalmente pari a 8000kg/m3 alla temperatura di 20°C. I campioni di massa di pari valore nominale sono pertanto costruiti in modo da avere lo stesso valore convenzionale piuttosto che la stessa massa.
I valori riportati nella tabella del certificato a cui sono allegate le presenti note esplicative sono valori convenzionali di massa.
Due corpi aventi lo stesso valore convenzionale di massa mc, confrontati in aria di densità ρa , appaiono differenti della
quantità (ρa - 1,2 ) * (V1 - V2), che è dunque la correzione da apportare al risultato del confronto. Tale correzione, trascurabile in molti casi, deve tuttavia essere valutata, anche in modo approssimato, nelle pesate in cui intervengano corpi aventi densità molto diversa rispetto a quella dei campioni, in particolare se molto bassa (come liquidi o gas), o
qualora ρa, si discosti molto dal valore di densità standard di 1,2kg/m3.
Incertezza dei pesi campione
L'incertezza associata ad ogni valore di misura è stata stimata combinando i contributi di incertezza introdotti da:
1) campione di riferimento
2) differenza delle masse volumiche tra campione e misurando
3) prestazioni risultanti dalle caratterizzazioni periodiche della bilancia utilizzata
4) prestazioni della bilancia durante i cicli di confronto tra campione e misurando
Pertanto l'incertezza associata alle misure non tiene conto della stabilità nel tempo del misurando ma delle sole prestazioni di misura del Laboratorio Cibe. Il valore dell'incertezza estesa, indicato nella tabella del certificato, è pari a due volte l'incertezza tipo cumulata (fattore di copertura k=2) e definisce un intervallo che si stima avere un livello di fiducia del 95%
Utilizzo dei pesi di calibrazione e masse campioni
Suggeriamo di osservare alcune fondamentali precauzioni nell'impiego dei campioni:
- E' importante spolverarli prima dell'impiego con un pennellino a setole morbide.
- Prima delle misurazioni, i campioni devono aver raggiunto l'equilibrio termico con l'ambiente circostante, per cui è necessario lasciarli stabilizzare nell'ambiente di impiego, in prossimità degli strumenti da verificare o tarare, per un periodo di tempo adeguato.
- Durante l'impiego bisogna evitare di toccare i pesi campione a mani nude. Utilizzare pertanto accessori o pinze specifiche a punte protette o all'occorrenza guanti in filo di cotone evitando manipolazioni prolungate.
- Nelle combinazioni di più campioni, il valore convenzionale totale sarà pari alla somma dei valori convenzionali dei singoli campioni e l'incertezza tipo della combinazione sarà pari alla somma lineare delle incertezze tipo dei singoli campioni utilizzati.
Conservazione dei pesi campioni
I campioni dovrebbero per quanto possibile essere conservati nell'apposita custodia, in ambiente ad umidità e temperatura costanti, in atmosfera non corrosiva.

giovedì 12 maggio 2011

DATA LOGGER

Un data logger è un dispositivo elettronico che registra dei dati attraverso un sensore interno oppure collegato ad uno esterno. Di solito ha piccole dimensioni, è alimentato da una batteria interna ed è equipaggiato con un microprocessore ed una memoria per i dati acquisiti. Alcuni possono essere collegati ad un personal computer e permettono, con un apposito software, di vedere i dati acquisiti, mentre altri hanno delle interfacce proprie (tastierino, display).
I data logger variano tra quelli capaci di raccogliere dati in molteplici campi a quelli progettati per uno specifico settore. È cosa comune per i primi la possibilità di essere programmati; tuttavia molti hanno solo un limitato numero di parametri modificabili, se non nessuno.
Uno dei principali vantaggi di usare dei data logger è la possibilità di memorizzare dati in modo automatico su base giornaliera. Una volta attivati, i data logger possono essere sistemati nel luogo opportuno e lasciati incustoditi a registrare per tutta la durata dell'acquisizione dei dati. Ciò permette un'accurata mappatura delle condizioni ambientali che vengono monitorate.
Il costo dei data logger è diminuito nel corso degli anni come conseguenza della riduzione del costo della tecnologia.

La standardizzazione dei protocolli e dei formati dei dati è problematica, ma l'XML è sempre più adottato nell'industria per lo scambio di dati. Lo sviluppo del web semantico sta inoltre accelerando questa tendenza.

Diversi protocolli sono stati standardizzati, tra cui lo SDI-12, che permette ad alcuni strumenti di essere collegati ad una grande quantità di data logger. L'uso di questo standard non ha riscosso un grande successo fuori dall'ambiente industriale. Un altro protocollo il cui uso sta aumentando è basato sull’ISO 11898. Alcuni data logger sono in grado di adattarsi a vari protocolli non standard.

I termini "Data Logger" ed "acquisizione di dati" sono spesso scambiati. Ciononostante nel contesto scientifico sono differenti. Un data logger è un sistema di acquisizione, mentre un sistema di acquisizione di dati non è necessariamente un registratore.
I data logger sono dispositivi stand-alone, mentre normalmente un sistema di acquisizione di dati deve rimanere collegato ad un computer per memorizzare i dati. Talvolta questa memoria è molto grande e può raccogliere dati per parecchi giorni o addirittura mesi di registrazione senza intervento umano. Può trattarsi di una memoria ad accesso casuale statica collegata ad una batteria, unamemoria flash o una EEPROM. I primi data logger usavano nastri magnetici, nastri perforati di carta o altri sistemi.
Poiché i data logger possono lavorare per molto tempo consecutivo, normalmente essi possono aggiungere ad ogni dato che memorizzato la data e l'ora dell'acquisizione. Possono fare ciò solo quelli che dispongono di un real-time clock interno.
I data logger spaziano da modelli semplici monocanale a complessi strumenti multicanale. Normalmente più il dispositivo è semplice meno ampia è la sua flessibilità di programmazione. Alcuni modelli molto sofisticati permettono di impostare degli allarmi in caso si verifichino delle condizioni prestabilite. I più efficienti e più moderni sono in grado di scrivere i dati ottenuti su pagine webpermettendo il controllo dei dati a molte persone e a distanza.
Dato che molti data logger vengono lasciati per parecchio tempo incustoditi o comunque gestiti a distanza, essi devono essere in grado di alimentarsi da una fonte di corrente continua, come una batteria. L'energia solare può essere usata per integrare questa fonte. Queste limitazioni hanno costretto le aziende che producono questi dispositivi a renderli estremamente efficienti dal punto di vista energetico. In molti casi essi devono lavorare con dure condizioni ambientali, nelle quali un normale computer non riuscirebbe a funzionare in maniera efficiente.
Ciò fa sì che i data logger debbano essere estremamente affidabili. Poiché devono operare ininterrottamente per lunghi periodi senza supervisione umana e possono essere installati in luoghi impervi o lontani o dalle condizioni proibitive, è imperativo che abbiano energia per così tanto tempo e che non smettano di raccogliere dati per nessun motivo. I produttori assicurano che i dispositivi rispettano questi requisiti. Per questo motivo i data logger sono completamente immuni ai problemi che affliggerebbero un normale computer nelle stesse condizioni, come ad esempio crash dei programmi e instabilità di certi sistemi operativi.


Sviluppi futuri
La tecnologia dei data logger sta cambiando più velocemente che in passato. In origine era solo un dispositivo stand-alone capace di memorizzare dati, mentre oggi sta cambiando verso un apparecchio in grado di collegarsi tramite wireless e inviare allarmi, trasmettere i dati in modo automatico ed essere controllato a distanza. I data logger WIRELESS utilizzano sempre di più delle pagine web per la lettura costante, l'email per gli allarmi e l'FTP per inviare i dati direttamente ai database o agli utenti.

Applicazioni
Misura della temperatura e dell’umidità nel trasporto di merci deperibili come la catena del freddo;
Studio di efficienza su Temperatura, umidità e Potenza nei sistemi di raffreddamento e riscaldamento;
Monitoraggio del livello di conservazione di opere d’arte e archivi nei Musei;
Monitoraggio di celle frigorifere e contenitori refrigerati;
Monitoraggio dei parametri di temperatura e umidità nella grande distribuzione, Ristorazione e nell’ambito ospedaliero

lunedì 9 maggio 2011

Centrifuga da laboratorio

Le centrifughe da laboratorio sono strumenti utilizzati, in ogni laboratorio scientifico, per separare particelle in soluzione applicando un campo centrifugo artificiale tramite un sistema ruotante ad alta velocità. L’uso delle centrifughe consente di sviluppare una forza notevolmente più elevata rispetto alla forza di gravità terrestre e ciò rende possibile la separazione di particelle sospese nei liquidi o di liquidi con densità differenti. In questo modo la sedimentazione avviene più rapidamente che usando la sola forza di gravità terrestre.


Calcolo della forza centrifuga
È noto il fenomeno della sedimentazione di un corpo solido ad alta densità miscelato ad un fluido a densità più bassa. Questo fenomeno fisico è dovuto al principio di Archimede: dal momento che la massa del fluido spostato Ml è minore di quella Ms del solido che lo sposta, e ad ambedue è applicata l'accelerazione di gravità g, si avrà una forza risultante pari a (Ms - Ml) x g applicata al solido; questa forza causa appunto il movimento di sedimentazione. Se si considera poi la legge di Stokes sul moto dei solidi in mezzi viscosi, si verifica che la velocità terminale di sedimentazione della particella solida è proporzionale alla forza applicata, e quindi all'accelerazione assicurata, nella sedimentazione ordinaria, dal campo gravitazionale terrestre. Appare quindi naturale la ricerca di mezzi atti ad aumentare il valore dell'accelerazione applicata alla sospensione solido-liquido: il metodo più semplice consiste nel sostituire (o integrare) l'accelerazione di gravità con l'accelerazione centrifuga generata da un moto circolare uniforme. Le centrifughe sfruttano questo fenomeno, ottenendo accelerazioni pari o superiori a 10,000 m/s2 (o come spesso si usa dire a 1000 g). Questo ad esempio si ottiene, all'incirca, con un diametro della traiettoria di 1 metro a 7.2 rad/s.

Spesso le prestazioni di una centrifuga vengono specificate in base alla velocità massima raggiungibile. Tuttavia, la velocità esprime solo approssimativamente la forza reale che si sviluppa nel materiale centrifugato che è la causa della separazione dei prodotti. Questa forza si esprime come forza centrifuga relativa (RCF). Il valore numerico indica il multiplo di quante volte la forza centrifuga eccede l’accelerazione dovuta alla gravità “g”.
Ciò vuol dire che l’RCF raddoppia raddoppiando il raggio e si quadruplica raddoppiando la velocità. Quindi le prestazioni delle centrifughe vanno comparate solo sui valori espressi in RCF.
La formula per calcolare l’RCF è: RCF = (n/1000)2 x r x 11,18 n = giri al minuto (RPM) r = raggio in cm

Da quanto sopra detto si deduce che basta far ruotare velocemente attorno ad un asse un recipiente apposito per ottenere una stratificazione, solido nel punto più lontano dall'asse, liquido verso l'interno. Salvo casi speciali, lo scopo della centrifugazione è però la separazione, totale o quasi, tra solido e liquido: esiste quindi la necessità di estrarre separatamente la fase solida dalla fase liquida. Una classificazione può quindi essere stilata in base al tipo di

Funzionamento:
• Centrifughe senza separazione
• Centrifughe con separazione per sfioro
• Centrifughe con separazione per filtrazione

Per ciascuno di questi modelli, esiste una miriade di tipi e di varianti. Di seguito vengono descritte le sole centrifughe senza separazione. Si tralasciano qui le macchine destinate all'ultracentrifugazione, che è una operazione unitaria diversa.

Centrifughe da laboratorio senza separazione
Sono usate per accelerare la decantazione del solido, spesso in condizioni controllate, senza voler ottenere necessariamente due prodotti distinti. In ambito industriale hanno scarso interesse.
Ne sono un esempio le centrifughe usate nel laboratorio di analisi, in cui la provetta viene disposta in un apposito contenitore, e la frazione solida fatta decantare nella provetta stessa. In condizioni standard di riempimento e accelerazione, viene poi misurato il sedimento in percentuale del totale della miscela. Nei laboratori di analisi biomedica, la centrifuga serve per separare la parte acquosa di un liquido biologico dalla parte corpuscolare, ad esempio, il siero dall'ematocrito. In alcuni casi, per impedire il successivo contatto tra le sostanze separate, si usano provette contenenti un gel separatore con un peso specifico appositamente studiato per interporsi fra siero e residuo solido. Una centrifugazione standard per la separazione del sangue dura una decina di minuti a circa 3000 giri/min.



Rotori per centrifughe angolari (ad angolo fisso)
Sono solitamente usati per le alte velocità. L’angolo obliquo delle provette riduce la distanza totale del percorso delle particelle, ciò richiede una maggiore velocità nel processo di sedimentazione.

Rotori per centrifughe oscillanti (ad angolo variabile)
In fase di centrifugazione le provette assumono una posizione orizzontale, il sedimento è depositato nel centro della provetta e i limiti delle fasi si formano orizzontalmente. I rotori ad angolo variabile sono utilizzati quando bisogna centrifugare quantità più elevate di liquidi a media velocità.

giovedì 5 maggio 2011

Phmetri - Misure di pH più rapide e affidabili

Il controllo del pH nei campioni e nei reagenti è essenziale per risultati accurati e riproducibili.
I sistemi biologici sono così sensibili che anche variazioni apparentemente insignificanti dell'ambiente possono alterarne notevolmente
il comportamento e modificare i risultati.Elevato numero di campioni, microvolumi, sistemi chimici complessi e conformità alle normative
sono i fattori chiave nel campo delle Life Science. Per ottenere risultati precisi e accurati servono strumenti ad elevate prestazioni, il giusto elettrodo e la tecnica di
misura migliore. I problemi delle misure elettrochimiche in genere dipendono da un errato trattamento del sensore durante la taratura, la conservazione, la manutenzione e l'uso quotidiano.
Anche la freschezza dei tamponi, la temperatura e le tecniche di riempimento e conservazione possono influire sui risultati.Considerando l'ampia gamma disponibile, scegliere il sensore più adatto alla vostra applicazione ridurrà i
tempi di risposta e garantirà risultati più accurati. Il sensore giusto riduce anche i tempi di manutenzione, abbassa i costi di laboratorio e migliora l'ergonomia di utilizzo. La qualità degli strumenti di misura elettrochimici influisce direttamente sulla riproducibilità dei risultati. Quando si sceglie un phmetro occorre considerarne l'accuratezza, la semplicità di configurazione ed uso, la resistenza, il livello di automazione e le funzioni di gestione dei dati.È facile commettere errori di taratura, ma seguendo alcune semplici regole e, naturalmente, disponendo dello strumento corretto, si possono ottenere risultati molto accurati.Lo strumento di misura giusto
Aumentate accuratezza e precisione scegliendo phmetri che:
• Abbia limiti di errore e range di misura adeguati alle vostre applicazioni
• Disponga di diversi algoritmi e di un numero di punti di taratura adeguato
È facile commettere errori di taratura, ma seguendo alcune semplici regole e, naturalmente, disponendo del phmetro corretto, si possono ottenere risultati molto accurati.
La taratura è essenziale
Per tarature sempre perfette
• Utilizzare tamponi freschi
• Applicare le stesse condizioni operative per taratura e misura
• Scegliere standard di taratura che abbraccino il range di misura previsto
• Effettuare taratura e misura alla stessa temperatura
Analisi del pH
La temperatura è un fattore critico
I risultati del pH sono corretti solo se si tiene conto della temperatura del
campione. Applicando semplici regole è facile ottenere risultati accurati
e riproducibili.

La compensazione automatica della temperatura funziona al meglio con campioni di dimensione standard.
• Usare un sensore con sonda di temperatura integrata e attendere che il segnale sia stabile. La compensazione automatica della temperatura funziona al meglio con campioni superiori ai 10 mL. •Molti elettrodi per Ph integrano sonde di temperatura che eliminano i problemi legati ad errori di impostazione o mancata acquisizione della temperatura.
• Per i sensori privi di sonda integrata usare una sonda separata.

La compensazione manuale della temperatura è molto accurata, ma richiede tempo.

• Se la temperatura del cam misura dello strumento.
• Quando si misurano campioni con temperatura diversa, la compensazione manuale può
richiedere tempo perché occorre modificare le impostazioni ad ogni variazione termica.
Misurate il campione, non il sensore.
Quando i campioni sono molti piccoli, il sensore può impiegare tanto tempo a stabilizzarsi che la sua temperatura può essere erroneamente interpretata come temperatura del campione. Dal momento che la massa del campione è trascurabile
rispetto a quella del sensore, per garantire che la temperatura misurata sia davvero quella del campione, occorre tempo
Il sensore deve rimanere insieme al campione.
Garantite la corrispondenza delle temperature conservando il sensore insieme ai campioni nel refrigeratore o nell'incubatore, oppure a temperatura ambiente. Questo metodo assicura la massima accuratezza perché la membrana pH, il sistema di riferimento e il campione hanno la stessa temperatura.
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